“Da Pontida a Mosca” un libro sui rapporti tra Lega Nord e Cremlino

  • PDF

Libro RussiaUnita_Lega

clicca qui per acquistare il libro

Nei raduni del partito Lega Nord, di anno in anno, di fianco alle bandiere leghiste si vedono sempre più spesso sventolare anche le bandiere russe.

In questi anni con molta determinazione il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini ha portato avanti una linea di vicinanza a Mosca riscuotendo all'interno del proprio elettorato un entusiasmo crescente, che l'ha incoraggiato a proseguire e a rafforzare, con coerenza, la strada ormai tracciata.

Non sono quindi "i rubli" a convincere il segretario di uno dei maggiori partiti italiani a promuovere la vicinanza al Cremlino, ma piuttosto il consenso crescente registrato da questa presa di posizione che piace tanto non solo all'elettorato leghista, ma anche a una folta schiera di persone con simpatie politiche diverse da quelle leghiste.

Per quando oggi i media mainstream europei e italiani si sforzino di descrivere Mosca come una minaccia, in Italia, al contrario, la Russia appare sempre di più come un faro di speranza: l'ultimo appiglio di salvezza davanti a un occidente globalizzato che ha rinnegato se stesso, i propri valori, la propria identità in favore degli interessi delle lobby finanziarie euro-atlantiche.

Questo sempre maggior interesse della Lega Nord verso la Russia è il tema del libro "Da Pontida a Mosca, gli accordi tra Putin e la Lega Nord".

Sputnik Italia ha raggiunto uno dei due autori, Fabio Sapettini, che gentilmente ha rilasciato un'intervista.

 Da dove nasce l'idea di questo libro?

 Dal punto di vista della politica internazionale abbiamo assistito ad anni particolarmente turbolenti, i quali hanno rimesso in discussione le varie proiezioni in politica estera dei nostri partiti nazionali e hanno portato a nuove alleanze. L'idea di questo libro ha un duplice fine: da un lato è volto a coprire il deficit informativo a riguardo dei legami intercorrenti tra la Lega Nord e Russia Unita, tematica di particolare interesse ingiustamente scartata dai media; dall'altro, all'interno dell'elettorato padano, o più in generale a livello italiano, la sempre più alta simpatia verso Vladimir Putin e la prossimità di idee con quest'ultimo, che ormai è un fatto palese. Questi fattori ci hanno spinto a indagare sulle dinamiche che negli ultimi anni hanno permesso l'avvicinamento tra i due partiti.

 Secondo la sua opinione, oggi, Matteo Salvini è il politico italiano più accreditato a Mosca?

 A Matteo Salvini va riconosciuto il merito "storico" di essere stato tra i primi politici europei a sbilanciarsi a favore di Mosca nel contenzioso tra l'Ucraina e la Federazione Russa. Un merito d'attribuire anche, certamente, all'Associazione Culturale Lombardia Russia di Gianluca Savoini. Nel corso della primavera del 2014, durante il referendum in Crimea a seguito al colpo di stato di Euromaidan, la partecipazione dell'on. Claudio D'Amico — responsabile dei rapporti coi partiti esteri della Lega Nord — in qualità di osservatore elettorale poteva già far presagire qualcosa. Infatti, poco più tardi Matteo Salvini si è presentato in prima persona a Sebastopoli, divenendo, di fatto, il primo leader di un partito occidentale a riconoscere la decisione del popolo crimeano, ovvero l'appartenenza della Crimea alla Federazione Russa. Questa presa di posizione non è passata inosservata a Mosca, tantomeno le battaglie leghiste per dire "no!" alle sanzioni nelle sedi nazionali ed europee.

Sull'altro versante, il restante panorama politico italiano, troppo vincolato ai diktat di Bruxelles, ha dimostrato in varie occasioni di trovarsi in netta contrapposizione con le scelte interne ed estere promosse dal Cremlino. A titolo personale credo che la standing ovation da parte della Duma della Federazione Russa nei confronti della delegazione capitanata da Matteo Salvini nell'ottobre del 2014, così come lo stesso colloquio avuto con Vladimir Putin, siano un chiaro esempio della reciproca stima e dei buoni rapporti tra le due realtà politiche.

 Secondo la sua opinione ci sono degli eventi ben precisi che hanno determinato tale avvicinamento? 

 La stesura di questo libro ci ha permesso di approfondire con i diretti interessati l'evoluzione dei rapporti Milano — Mosca. Non c'è dubbio che l'esordio delle sanzioni alla Russia promosse da Bruxelles abbia incentivato in maniera significativa la cooperazione tra le due realtà. La Lega Nord considera, giustamente, la Federazione Russa un partner troppo importante a livello italiano per appoggiare le decisioni del Parlamento Europeo. Dal canto suo, il partito di governo russo ha apprezzato l'iniziativa leghista e si è dimostrato ben disposto a cooperare per un ritorno ai rapporti antecedenti l'attuale schema sanzionatorio. Tale avvicinamento è quindi bilaterale e si basa su motivazioni economiche, etiche e, a mio avviso, razionali.

Ciononostante, intervistando i vari protagonisti di questa vicenda, è emerso che i rapporti tra Via Bellerio e Mosca hanno radici ben più profonde. Già nel 1997 ci furono dei contatti con Zhirinovskij, il leader del partito liberal-democratico russo, con uno scambio di delegazioni reciproche.

È chiaro che al giorno d'oggi questa proiezione leghista a Mosca ha ormai fatto il salto di qualità, interagendo direttamente con l'entourage di Vladimir Putin.

 Quale sarà, sempre secondo la sua opinione, lo sviluppo di questo rapporto?

 Il rapporto che si è sviluppato, a partire dal 2014, ha portato alla sottoscrizione di un accordo ufficiale "sulla cooperazione e la collaborazione" tra i due partiti. Il documento, riportato per intero nel libro, è stato sottoscritto dal segretario Matteo Salvini e dal Vicesegretario del Consiglio per le relazioni internazionali di Russia Unita Sergej Zheleznyak. L'accordo tocca vari ambiti, dalla cooperazione nelle politiche economiche, allo scambio periodico d'informazioni e delegazioni tramite lo sviluppo di convegni e tavole rotonde, fino alla promozione "dello spirito di patriottismo e operosità" a livello giovanile. Questa intesa è quindi volta a consolidare ulteriormente le relazioni tra i due partiti in chiave futura. Viene da sé che il documento sottoscritto non è da considerarsi come un punto d'arrivo, bensì come un punto di partenza.

Certamente ci saranno degli sviluppi interessanti, il clima politico internazionale e le stesse elezioni politiche in Italia rappresentano le due più grandi variabili per il futuro di tale documento.

 

Di Eliseo Bertolasi

Fonte: Sputnik Italia