La concezione geopolitica eu-russa

  • PDF

AlfonsoCari amici della prima, seconda e terza Roma salve!

Se siamo qui è perché noi tutti ci riconosciamo in quella idea di Europa Unita dall’Atlantico a Vladivostok che fu affermata ieri da Charles de Gaulle ed oggi da Vladimir Putin.

Una Europa che sia sintesi di modernità e tradizione, di rispetto dei valori eterni che non cambiano e di progresso tecnologico, di spiritualità e di fedeltà alla Terra.

Una Europa che sia radicata nelle proprie origini che sono greche, romane e cristiane e che sia grande nel futuro.

Questa Europa o include anche la Russia o non è. L’Europa vive solo se si realizza come una grande Con-Federazione Euro-russa. Questo è il senso e della concezione geopolitica eu-russa (che è un po’ diversa da quella euroasiatista).

La cortina di ferro non esiste più esattamente come non esiste più il muro di Berlino e nulla è più diabolico del creare ad arte crisi internazionali per dividere gli Europei tra di loro e impedire il realizzarsi della Integrazione Continentale.

I due polmoni dell’Europa quello latino-germanico-occidentale e quello greco-slavo-orientale devono respirare insieme. E’ tempo di creare la Casa Comune degli Europei

Noi oggi dobbiamo concepire nel pensiero e nell’immaginazione, andando oltre gli ostacoli del presente, questa integrazione continentale.

Immaginiamo:

che il corridoio ferroviario transeuropeo 5 passando per Lione e Torino giunga fino in Russia e si congiunga alla Transiberiana (Progetto Razvitie).

In questo modo avremmo una grande spina dorsale orizzontale che attraversa tutta l’Eurasia: sarebbe la nuova via della Seta.Simile a quella già percorsa da Marco Polo e in tempi più recenti da un altro italiano, esploratore dello spirito, Giuseppe Tucci.

Ai due lati di questa strada consolare   dell’Eurasia le due arterie che pompano gas ed energia: North Stream e South Stream.

Avremmo così una doppia circolazione: uomini, merci, ingegni che scorrono da Occidente ad Oriente..

Energia, uomini e ingegni che scorrono da Oriente a Occidente.

Alziamo poi gli occhi al cielo. Immaginiamo la cooperazione tra l’agenzia spaziale europea e Roskosmos per mandare satelliti nello spazio, per avere un sistema di navigatore satellitare, per mandare i nostri uomini su Marte. (Progetto Exomars)

Nei mesi scorsi la Russia ha raggiunto una intesa strategica con l’Iran per realizzare un sistema di satelliti e di gps, noi riteniamo che l’Europa Occidentale debba partecipare a pieno titolo a una intesa del genere.

Leggi tutto...

Nicolai Lilin

  • PDF

lilin about-300x351

E’ con grande piacere che comunichiamo a iscritti, simpatizzanti e amici che abbiamo il piacere di inserire tra i Soci Onorari e nostro collaboratore lo scrittore e giornalista Nicolai Lilin.

Grande esperto del mondo russo, diventato da qualche anno cittadino italiano, Nicolai offrirà numerosi spunti di riflessione e accrescerà il livello della nostra Associazione, che sta ricevendo sempre più attenzione e lustro anche grazie alla partecipazione attiva di voi tutti sul nostro profilo Facebook.

Benvenuto, Nicolai.

Anzi, Добро пожаловать!


L’aquila, l’orso, il generale inverno – Intervista ad Alfonso Piscitelli sui simboli della Russia eterna

  • PDF

a piscitelli


A cura di Luca Valentini


 

Nell’ultimo periodo è aumentato esponenzialmente l’interesse di tutta una vasta area del tradizionalismo per le dinamiche politiche, ma anche di natura spirituale che riguardano la Russia. Lei reputa che vi siano delle motivazioni di oggettivo interesse oppure è solo una poco ragionata reazione al degrado occidentale che spinge molti a guardare ad Est?


 

La reazione indubbiamente c’è, ma bisogna anche capire dove si indirizza. Fino a qualche anno fa un certo disgusto per la decadenza occidentale spingeva alcuni ad abbracciare l’Islam, ora è come se si fosse creato un nuovo “polo”, in Europa, per coloro che cercano una alternativa di vita e una speranza per il futuro della civiltà. Non dimentichiamo che per René Guénon la tradizione cristiano-ortodossa nella quale si inserisce la Russia è una delle grandi Tradizioni “regolari” dell’umanità; che per Oswald Spengler la Russia è destinata a creare una nuova civiltà dopo l’esaurimento delle potenzialità connesse alla civiltà germanica da lui definita “faustiana”; che per Rudolf Steiner ugualmente la Russia è il luogo di una nuova epoca storica: la “VI civiltà” in cui si svilupperebbero le facoltà del Manas, o Sé Spirituale (una forma più alta di coscienza capace di cogliere i dati sensibili e quelli più sottili della esistenza). E infine per Mircea Eliade l’immensa area che abbraccia Europa e Asia, di cui la Russia è il perno, è il luogo in cui si sviluppa una visione spirituale comune – sia pur nelle dovute differenze – che affonda le sue radici nella “rivoluzione del Neolitico”. Eliade, che era cristiano ortodosso, ma anche praticante di Yoga ad alti livelli, vedeva nel “cristianesimo cosmico”, ovvero nel cristianesimo medievale fortemente compenetrato di influssi pagani europei, l’ultima apparizione storica di questa “concezione del cielo” vasta tanto quanto l’ immensa “terra” sulla quale essa poggia.

 

 

La Russia dunque come terra della tradizione?

 

 

Sì, lo ha detto chiaramente Irina Osipova, organizzatrice della manifestazione del 13 aprile del Movimento Giovanile Italo-Russo: “l’ideologia che sta cercando di distruggere la Russia è, sempre a mio parere, l’ideologia liberale, perché la Russia è un paese profondamente tradizionale. E i temi connessi all’ideologia liberale stanno cercando di distruggere oggi il tessuto morale della Russia, come dell’Europa in generale”. Nello stesso tempo bisogna considerare l’aspetto complementare alla Tradizione, che è la modernizzazione. Il legame con le origini e la più audace modernizzazione devono procedere in perfetta sintesi: Vladimir Putin che bacia le icone ortodosse è lo stesso che rilancia il programma spaziale della Roskosmos, che realizza il rinnovamento infrastrutturale della Transiberiana e conquista nuovi traguardi nell’aeronautica militare con gli aerei invisibili di ultima generazione. Tradizione e modernità sempre insieme.

Leggi tutto...

«Il Veneto come la Crimea»: la tv russa intervista il leghista

  • PDF

canerIl capogruppo leghista in consiglio regione Federico Caner intervistato da «Russia24»: «Noi siamo sempre stati per l’autodeterminazione dei popoli»

Il Veneto come la Catalogna, la Scozia e la Crimea, impegnato a combattere per la propria indipendenza «motivata» anche da una spinta economica gravata dalla crisi internazionale. E per questo la tv Russia24 Tv News Channel (il maggior network statale all news con 5 canali televisivi, 4 radio e 70 milioni di utenti, in pratica la Rai locale) ha deciso di intervistare il capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale Federico Caner e i media russi.

«In particolare – spiega Caner – i media russi erano interessati alla nostra proposta di regionalizzare il debito pubblico statale, prendendocene una congrua parte pur di ottenere l’indipendenza attraverso un referendum democratico tra i veneti. E’ un percorso compiuto in Europa anche dalla Catalogna, che versa a Madrid 5 miliardi l’anno, e dalla Scozia, che a settembre ha convocato una consultazione in merito. E, ovviamente, il parallelismo scatta in automatico per la situazione della Crimea, che domenica voterà la propria indipendenza dall’Ucraina».

«La Lega da sempre sostiene l’autodeterminazione dei popoli e il diritto a staccarsi dagli Stati nazionali se è la gente a chiederlo democraticamente – prosegue Caner -. La Crimea come il Veneto, si appellano al diritto internazionale che le rispettive capitali (Roma o Kiev) non possono ignorare. Questo ho detto ai giornalisti di Russia24 Tv News Channel, spiegando che il Veneto ha diritto all’indipendenza se lo vogliono i veneti, e tanto più se comunque è disponibile a prendersi carico di parte del debito pubblico pur non avendolo generato, dato che ogni anno lasciamo a Roma 20 miliardi di residuo fiscale. E’, questo, il segnale che i media russi guardano con assoluto interesse alle spinte indipendentiste del Vecchio continente, inserendo il Veneto in un movimento indipendentista che porterà all’Europa dei popoli per cui la Lega lotta da decenni»

Fonte: Il Mattino di Padova

«Ecco perché la mia Russia, a un passo dal suicidio umano e demografico, ha deciso di dire sì alla vita»

  • PDF

Alexey Komov (Congresso mondiale Famiglie): «La svolta “life-friendly” di Mosca? Putin asseconda solo la rinascita del nostro popolo dopo il regime sovietico. E pazienza se voi europei non capite»

putin-bambini komov«Noi russi abbiamo vissuto sulla nostra pelle le conseguenze di un’ideologia che ci aveva fatto credere che saremmo stati felici senza Dio. Siamo arrivati a un centimetro dal suicidio umano e demografico. Adesso vogliamo tornare indietro». Alexey Komov è l’ambasciatore presso le Nazioni Unite del Congresso mondiale delle Famiglie, la più grande piattaforma internazionale per la difesa della famiglia naturale. In Italia per un convegno su Russia ed Europa organizzato a Rovereto dalla rivista Notizie Pro Vita, ha accettato di spiegare a Tempile ragioni della svolta “life-friendly” di Mosca dopo il crollo del comunismo.

In effetti negli anni Novanta, dopo settant’anni di regime, la Russia aveva indici di sviluppo umano da agonia.
Fino alla vigilia della Rivoluzione bolscevica del 1917 il cristianesimo ortodosso era il fulcro della società russa. Nell’Ottocento l’ideologia marxista, partorita in Occidente, fece breccia nel cuore di alcuni intellettuali e borghesi russi. Secondo il materialismo comunista la scienza sarebbe riuscita a rendere l’uomo padrone di tutto. Non c’era più posto per la Chiesa che ricorda la dipendenza da Dio e dalle leggi naturali per la realizzazione dell’uomo e del bene comune. Perché la Russia ora guarda a queste idee con grande sospetto? Perché fummo i primi a conoscerle. Dopo la Rivoluzione d’ottobre fu legalizzato l’aborto, il divorzio, la famiglia come “affare” di Stato. Sull’orlo del precipizio ci siamo voluti fermare.

Però la svolta “confessionale” di Putin e l’idea di fare della Russia una sorta di baluardo della cristianità non gode di buona stampa in Occidente.
Senta, innanzitutto il governo sta approvando leggi che proteggono l’essere umano, cosa che si dovrebbe pretendere da ogni sovrano. Poi la valorizzazione del cristianesimo deriva dal fatto che Putin si è accorto che nel degrado assoluto l’unica cosa che ha resistito è stata la Chiesa ortodossa. La Russia ha provato il dolore di vivere senza Dio, per questo non crede più al comunismo e rigetta l’ateismo. Non a caso oggi il 77 per cento dei russi dichiara di credere in Dio e il 69 per cento è battezzato. Negli ultimi vent’anni sono state ricostruite trentamila chiese, seicento monasteri e altre duecento chiese sorgeranno presto a Mosca. Capisco che l’Occidente non capisca, visto quello che succede da voi. Però è così, il governo non sta imponendo nulla. E Putin sta solo prendendo atto del sentimento religioso riemergente nel popolo russo.

Leggi tutto...